Elenco dei terremoti più forti di sempre registrati in Toscana

(fonte: www.ingv.it)

Studio della serie storica dei terremoti con epicentro in Toscana

In questa pagina sono mostrati i terremoti più forti di sempre aventi epicentro in Toscana, dall'antichità fino ai tempi moderni (anno 2002). Le informazioni fanno riferimento ad un database dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. In particolare si tratta del seguente lavoro: Gruppo di lavoro CPTI (2004). Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004 (CPTI04), INGV, Bologna. http://emidius.mi.ingv.it/CPTI04/

Sotto alla mappa è riportata anche una tabella, indicante la data, la denominazione dell'area dei massimi effetti e la magnitudo momento[1].
Insieme agli eventi con epicentro in Toscana, sono stati inclusi anche quei terremoti non lontani dai confini regionali aventi Mw≥5. Dai dati estrapolati, risultano esserci stati 229 terremoti con Mw≥4, 113 dei quali aventi 4≤Mw<5, 111 aventi 5≤Mw<6 e 5 con Mw≥6.

[1]: la scala di magnitudo del momento sismico (o semplicemente magnitudo momento) misura le dimensioni dei terremoti in termini di energia liberata (da Wikipedia). La scala fu sviluppata negli anni '70 del XX secolo come aggiornamento della scala Richter degli anni '30. Analogamente a quest'ultima, essa è logaritmica: essendo i valori della scala pari ai 2/3 del logaritmo decimale del momento sismico (a meno di una costante), ogni aumento di un grado corrisponde a circa 31 volte l'energia del terremoto del grado precedente (più precisamente 103/2 ≈ 31,6 volte). Così, un terremoto di magnitudo 5 libera trentuno volte l'energia di uno di magnitudo 4 ed esattamente 1000 volte (103/2 × 103/2 volte) l'energia di uno di magnitudo 3 e così via.
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Mappa degli epicenti dal 217 A.C al 2002

Il colore delle icone indica la magnitudo momento [Mw, si veda la nota 1]. Arancione: 4≤Mw<5; Rossa: 5≤Mw<6; Nera: Mw≥6.
Cliccando su una icona si apre una finestra con indicazioni su data, intensità, latitudine e longitudine dell'evento sismico.

Tabella degli epicenti dal 217 A.C in poi

Cliccando sull'intestazione di ciascuna colonna è possibile ordinare gli eventi (ad esempio per intensità decrescenti).

Le conseguenze di alcuni forti terremoti con epicentro in Toscana

Proponiamo qui sotto alcune note trovate sulla pagina di Wikipedia dedicata ai terremoti più forti in Italia nell'antichità e nel Medioevo, quella dedicata ai terremoti in età moderna, quella dedicata ai terremoti nel Mugello, e quella dedicata al terremoto di Firenze del 1895.

Il terremoto del 678 (incerto) avrebbe rovinato molte città e distrutto gran parte di Arezzo.
Il terremoto del 28 settembre 1453 a Firenze (Mw: 5.3) provocò danni a edifici, con crolli nell'area a est della città.
Il terremoto del 13 giugno 1542 nel Mugello (Mw: 5.9) rovinò gran parte del castello di Scarperia, e altri luoghi tra cui Galliano, Sant'Agata, Barberino, Bosco ai Frati, Luco, provocando la morte di circa 150 persone. Fu traslata a Firenze l'immagine della Madonna del Sasso che ricevette offerte e omaggi dalle famiglie cittadine.
Il terremoto del 5 aprile 1646 (Mw: 5.1) danneggiò la città di Livorno.
Il terremoto del 26 maggio 1798 a Siena provocò alcune vittime e numerosi danneggiamenti agli edifici della città, incluso il Duomo.
Il terremoto di Firenze del 18 maggio del 1895 (Mw: 5.1) provocò i maggiori danni a sud della città, dove fu raggiunto l'VIII grado della scala Mercalli, mentre a Firenze gli effetti furono del VII grado della medesima scala. Nei pressi di Grassina vi furono 3 morti del crollo di case coloniche, mentre la villa medicea di Lappeggi subì danni rilevanti; una quarta vittima perse la vita nel crollo di un edificio a San Martino a Strada; nel capoluogo, invece, pur non essendoci stati decessi si contarono 6 feriti e un centinaio circa di edifici inagibili.
Sia a Firenze che nei dintorni furono molti gli edifici monumentali gravemente danneggiati, soprattutto chiese; i danni più rilevanti si verificarono alla Certosa di Firenze dove crollò un intero lato del chiostro danneggiando numerose opere d'arte. Danni più lievi furono riscontrati anche al campanile di Giotto, al battistero e alla cattedrale, dove si aprirono numerose crepe. Lesioni parziali furono riscontrate anche alla basilica di Santa Croce, alla basilica di San Lorenzo, alla badia fiorentina e alla chiesa di Santa Maria del Carmine. Crolli minori si verificarono anche a palazzo Pitti, a palazzo Medici Riccardi, al palazzo degli Uffizi, a palazzo Strozzi, al museo di San Marco e al museo nazionale del Bargello, dove però furono danneggiate alcune collezioni d'arte; fuori dal centro storico venne danneggiata anche la chiesa di San Leonardo in Arcetri.
Il sisma fu seguito da una forte replica in data 6 giugno 1895 che però non causò ulteriori danni o vittime, mentre le scosse di assestamento di intensità decrescente proseguirono fino al giugno 1896.
Il terremoto del 29 giugno 1919 del Mugello (Mw: 6.1) provocò oltre cento morti, quattrocento feriti e migliaia di senzatetto. La zona dove si ebbero i danni maggiori fu quella nelle immediate vicinanze di Vicchio, comprendente le località di Pilarciano, Villore, Rostolena, Mirandola, Villa, Vitigliano, Rupecanina e Casole; nel capoluogo comunale furono distrutte 700 case su 1500; 500 divennero inagibili e le restanti subirono danni seri. Fu gravemente lesionata anche la casa natale del pittore Giotto nella frazione di Vespignano. Gravi danni si ebbero anche a Borgo San Lorenzo, dove oltre il 75% delle case fu dichiarato inagibile e si ebbe il crollo della Pieve, di un'altra chiesa e danni seri ad altri edifici; a San Godenzo, dove si ebbero danni gravissimi alla chiesa e gran parte delle case inagibili; a Dicomano, dove crollarono la Torre dell'Orologio, diverse case e gran parte delle altre furono gravemente lesionate; si dovette evacuare l'ospedale di Luco del Mugello. Si ebbero danni gravi anche a Firenzuola ed in alcuni comuni del versante romagnolo ma per fortuna non alle persone, dato che la zona era stata già colpita da un terremoto nel novembre precedente e la popolazione viveva ancora in baracche di fortuna. Gli effetti del sisma si sentirono anche a Firenze, dove si ebbero danni minori come cadute di fumaioli, stacco di intonachi ed alcune lesioni di muri; a Prato, dove crollarono alcuni muri ed alcuni edifici furono lesionati ed a Campi Bisenzio, dove fu danneggiata un'antica torre medievale che dovette essere poi abbattuta. Una successiva forte scossa, il 1º luglio, aggravò ancora di più i danni, in particolar modo colpendo gli edifici già lesionati dalla prima scossa.

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